KiltCult

Dai kilt alle camice da boscaiolo il tartan conquista ogni angolo del globo!

01/02/2015

 

Cornamuse, montagne verdi mozzafiato, fiumi di alcool e il Nessie il mostro di Loch Ness. Di cosa stiamo parlando? Ma della bellissima Scozia ovviamente! Il look che vi propongo oggi infatti ricorda tanto quell’indumento tipico scozzese che io, da maschio, ancora non sono riuscito a capire bene: il kilt. Ora, dal momento che in Scozia proprio caldo non fa, e visto che la gonnellina in tartan con cui andate in giro è di lana e probabilmente punge anche, e dato che la suddetta gonnellina non prevede l’uso di un qualsiasi tipo di braghe intime: perché vi ostinate a indossarlo facendo credere alla popolazione mondiale che a girare con il reparto ortofrutticolo in libertà la vita ci sorrida di più? Non lo sapremo mai. Queste, precedute solamente da “dove veniamo?” e “dove andiamo?”, sono domande che non avranno mai una risposta.

Con l’outfit di oggi quindi, voglio imitare, in modo più sobrio ovviamente, il kilt scozzese che, scherzi a parte, è davvero un abito ricco di tradizione e storia. Quello che ne è venuto fuori è un look rock che si sa: è tra i miei preferiti. In questo caso è un accessorio a fare la differenza: la camicia tartan. Accessorio non è, ma legata in vita dà quel giusto sapore rock/punk a una semplice tee bianca e un paio di jeans strappati. Comodo, semplice da indossare e di grande effetto.

 

Il tartan è un particolare disegno dei tessuti in lana delle Highland scozzesi. Il kilt appunto, è realizzato in tartan e difatti questo è il tessuto simbolo della tradizione scozzese. Originariamente il tartan era realizzato in lana, oggi si utilizzano anche altri materiali. Questo disegno (che in Italia si chiama scozzese) è ottenuto con fili di colori diversi che si ripetono secondo uno schema definito, i blocchi di colore si ripetono verticalmente e orizzontalmente in un modello distintivo di quadrati e linee che, intrecciandosi, danno l'apparenza di nuovi colori miscelati da quelli originali. La storia intorno a questo particolare indumento è però molto curiosa e non così antica come sembrerebbe. La versione romanzata di questo indumento ci dice che, quello che sembra arrivare direttamente dalla Scozia medioevale è molto probabilmente un’invenzione di un imprenditore inglese del 1700: Thomas Rawlinson. Quest’ultimo, trasferitosi nelle Highlands scozzesi, ebbe l’intuizione di semplificare il vestiario dei taglialegna. L’idea era quella di rendere i vestiti meno ingombranti per facilitare movimenti. In Scozia la popolazione meno abbiente indossava già da secoli lunghi mantelli di stoffa in tartan che venivano stretti da una cintura sulla vita e formavano una lunga gonna. Rawlinson, improvvisandosi stilista, accorcia la gonna e la separa dal resto del vestito. Fu la comodità e la veloce diffusione di questo abito negli strati più bassi della popolazione ad attribuirgli un valore storico e nazionale ben più elevato di quello reale. La storia ufficiale al contrario, parla di una naturale evoluzione del kilt da antico indumento fino a capo di abbigliamento tradizionale come lo conosciamo oggi. Dopo il Dress Act (la norma sull’abbigliamento emanata dalla corona inglese) del 1746, il kilt ed altri elementi tipicamente scozzesi vennero banditi come fuori legge e sopravvissero solamente grazie all’adozione come indumento militare da parte dei reggimenti scozzesi delle Highlands al servizio dell’esercito inglese. Quando nel 1782 il Dress Act fu abolito il famoso tessitore William Wilson recuperò e classificò gran parte del patrimonio dei tartan così da poterne garantire la sopravvivenza fino ad oggi. Nei tempi moderni il kilt viene utilizzato solo in occasioni particolari quali parate militari, eventi nazionale, raduni o matrimoni. A tutt’oggi le varietà di tessuto tartan sono circa 7000.

Davide Careddu

 

Instagram: @davidecare_