Intervista: MAESTRODASCIA

Il Baloccaio di Ales, Maestrodascia ci svela i segreti della sua arte e dei suoi Pinokkietti direttamente dalla sua Pinokkieria delle meraviglie.

07/12/2014

In vista del bianco (poco) Natale, periodo di feste, balocchi e bambini abbiamo scelto per le nostre interviste #MadeInSardinia il Baloccaio di Ales, Federico Coni, conosciuto come Maestrodascia e i suoi fantastici pinokkietti, vediamo cosa ci racconta dalla sua Pinokkieria delle meraviglie.

 


Quando e come nasce la scintilla che ti lega all’arte?

 

Credo sia nata da piccolo, perché ho sempre voluto vedere realizzato quello che immaginavo, prima pure di doverlo disegnare.


Come si è evoluto il tuo percorso?

 

In senso cronologico? Diciamo che sono sempre stato legato a forme geometriche, tendenzialmente definibili. Ricordo che all’istituto d’arte, il professore di progettazione mi rimproverava perché non azzardavo mai a uscire dalla forma quadrata, che era quella da cui partivo sempre avviando un nuovo progetto, a prescindere dal tema. Credo che da quel punto di vista non sono evoluto tantissimo, mi piacciono i volumi definiti, le ombre nette, i tagli abbastanza decisi. Probabilmente un refuso della mia passione per il Futurismo di Depero e per le intuizioni di Eugenio Tavolara, a cui sono debitore.


Ti senti più legato all’arte o all’artigianato?

 

Mi sentirei di dire più all’arte. L’artigianato entra in gioco quando curo delle linee di prodotto, prevalentemente animali e omini, che chiamo genericamente “pinokkietti”.


Qual’è secondo te la sottile differenza che va da arte ad artigianato?

 

Walter Gropius diceva che l’artista è un artigiano a un livello superiore. Credo che sia valida anche ora questa definizione. Per trovare una via di compromesso tra le due voci c’è l’artigianato d’arte, che si discosta dall’artigianato d’uso quotidiano con valenza prevalentemente estetico e decorativa.


Che studi hai fatto e come hanno influenzato la tua produzione?

 

Mi son diplomato all’Istituto d’Arte di Oristano con la maturità d’arte applicata del legno, e ho fatto una tesi di laurea in disegno industriale su giocattoli in legno per l’infanzia. La mia produzione è influenzata principalmente dalla mia storia familiare, visto che provengo da generazioni di falegnami, e con il legno ho potuto sperimentare con quella libertà che altri che non avevano per ovvi motivi logistici. Gli studi son serviti per dare spessore culturale alla cura e creazione delle mie linee prodotto. Ma non sempre realizzo per creare linee prodotto. Spesso l’esigenza creativa sfocia nell’arte, perché è troppo stringente la definizione di artigianato, quando si creano pezzi unici, magari legati ad un’idea collettiva o a un progetto mirato con finalità di mostra ed eventuali pubblicazioni.


Da dove arrivano le tue maggiori ispirazioni?

 

Dipende, per le mie linee prodotto l’ispirazione principale è la Sardegna, dagli animali ai personaggi. Ho esordito come artigiano ISOLA proprio nel periodo che questa stava per essere chiusa dalla Giunta Soru, che poi ci ha regalato quella porcheria dell’agenzia regionale Sardegna Promozione, che se venivano mandati a raccogliere pomodori facevano senz’altro meno danni all’intero comparto dell’artigianato artistico. L’esordio ufficiale (quello ufficioso è avvenuto ovviamente prima) mi ha portato a ridisegnare animali prendendo spunto da quelli realizzati da Tavolara, ma ovviamente visti e fatti da un baldo Maestrodascia. Poi son arrivati i miei Efix in berrita, i soldatini giudicali, Mariano IV ed Eleonora d’Arborea, i nuragici in varie salse.

L’altra fonte di ispirazione è il cliente che mi chiede lavori ad hoc, spesso e volentieri ritratti in legno. Un po’è l’approccio di chi realizza caricature, solo che le mie sono tridimensionali e legnose.


Maria Lai diceva che per avere un mondo migliore bisognerebbe educare prima di tutto i bambini all’arte per far si che vedano il mondo con altri occhi. Tu fai giocattoli artistici e in qualche modo sei legato

all’infanzia. Cosa ne pensi del legame arte+infanzia? Qual’è la tua visione?

 

Secondo me il legame arte-infanzia è imprescindibile. Io mi definisco “Baloccaio” perché le altre definizioni mi stanno strettissime. Baloccaio perché anche se i miei non sono giocattoli è evidente che attingo dal mondo del balocco e dell’infanzia. E’ interessante vedere gli sguardi dei bambini quando entrano in Pinokkieria. Sgranati che non sanno dove fermarli! Infatti non li fermano, e se lasciati liberi di scarrozzare mi trovo tutti i pinokkietti spostati a gruppi vari, secondo il loro gusto. Per fortuna i genitori li riacciuffano prima di combinare danni!


I tuoi giocattoli richiamano inevitabilmente Pinocchio ed il suo mondo di burattini, qual’è il legame tra te e Collodi?

 

Pinocchio è sempre stato il mio preferito, sin da quando ero piccolo. Sarà che mentalmente non devo essere cresciuto troppo, Pinocchio è il mio preferito tuttora! Anzi, quest’anno 2014 l’ho dedicato a un progetto tributo a Pinocchio, che è anche un tributo a Tavolara e a Jacovitti. Sto per finire gli ultimi personaggi, e poi mi muoverò per cercare di fare una mostra personale tematica. Dopo si vedrà.


Hai partecipato ad un’importante esposizione di artigianato artistico a Bruxelles nel 2009, come è stata l’esperienza e la risposta del pubblico all’estero?

 

Quella di Bruxelles era un’esposizione presso il Palazzo delle Regioni dal titolo “La festa delle Arti in Sardegna”. E’ stata un’opportunità di uscita all’estero per promuovere un certo tipo di idea di artigianato artistico sardo, ma da un punto di vista di risposta del pubblico non c’era da strapparsi i capelli dall’entusiasmo: zero vendite e zero contatti. Ma fa parte del mio percorso!


Quanto influiscono le tue radici sarde con il tuo lavoro?

 

Premesso che sono orgogliosamente indipendentista, le mie radici sarde influiscono molto sul mio lavoro, ma non in maniera tradizionale. E’ più una questione concettuale, mi interessa proiettare i miei pupazzi verso il futuro, con un occhio di riguardo al passato.


Ogni creativo ha modi diversi di concepire e sviluppare le idee, qual’è il tuo percorso creativo?

 

Non mi capita quasi mai di agire direttamente sul legno senza passare per uno schizzo preparatorio. Solitamente l’idea la fermo sempre su carta, e non mi interessa fare un bozzetto proporzionato. Quello che mi preme è avere impressa l’idea di massima, e il numero di pezzi che compongono il pupazzo, oltreché un’idea dei colori. Dopo di chè inizio a sagomare le varie componenti. A componenti realizzate, sagomate e levigate, procedo con la coloratura. Ogni singola componente ha il suo colore, e una volta asciugato procedo ad assemblare incollando tutto quanto. Poi vernicio fino a quando non escono belli sbrilluccicanti come piacciono a me!


Come nasce il nome “Maestrodascia”?

 

E’ nato in maniera un po’ironica. All’Istitituto d’Arte, al 3°anno si conseguiva la licenza di Maestro d’Arte, dopo aver fatto un esame con tutte quante le materie. Gli altri miei amici che non frequentavano la mia scuola ovviamente non dovevano fare nessun esame, ma non avevano nemmeno nessun titolo fino al conseguimento della maturità. Il padre di uno di questi amici aveva visto bene di definirmi maestro d’ascia, per assonanza. Beh, a me è piaciuto un sacco tant’è che me lo sono scelto come nome d’arte. Anche perché essendo il titolo del carpentiere nautico, cosa che non sono, lasciava spazio a pochi dubbi, Maestrodascia, scritto tutto attaccato senza apostrofo!

 

Raccontaci qualche progetto presente e futuro.

 

Progetto presente è cercare di resistere alla voglia di chiudere con l’artigianato inteso come tale: troppe tasse, troppa concorrenza sleale e nessuna garanzia e tutela da parte sia dello stato che dalla regione (entrambi minuscoli, perché sono gestiti da gentaglia minuscola).

Progetto futuro cercare di puntare più sull’arte in purezza e contaminazioni varie, rispetto a quello che faccio ora. Ma chi ci garantisce qual è la nostra data di scadenza?

 

Ora che vi abbiamo svelato i segreti di Maestrodascia cosa aspettate a contattarlo per i vostri unici e fantastici balocchi natalizi?


Tiziano Demuro

 

 

contatti:

 

Creazioni Maestrodascia di Federico Coni

Corso Cattedrale, n°39 (PINOKKIERIA)

09091 ALES (OR)

 

www.maestrodascia.com

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twitter: _maestrodascia