Too Cool for School

Dalla montagna alla città arriva il nuovo must have super inflazionato in passerella: LO ZAINETTO

28/11/2014

Bene, l'autunno è arrivato..
E qual'è il miglior modo per celebrarlo?!
Una cioccolata bollente? Delle caldarroste fumanti? Degli abiti morbidi, comodi e dal mood vagamente androgino?
Si, si e SI.
Quest'outfit comprende tutto ciò che  da tempo avrei voluto indossare: un maxi maglione caldo e confortevole, nero con dei fili argentati, una camicia blu con occhi Kenzo inspired e dei pantaloni dal taglio maschile, a vita alta e lunghi alla caviglia, tutto preso di recente da Pimkie. Ai miei piedi delle creepers in vernice con zeppa e dei calzini di cotone in vista.
Per finire, LUI, un altro must have di questa stagione: il mio nuovo zainetto in ecopelle di Stradivarius.

Quello che normalmente viene considerato un accessorio pratico, utile, sportivo... insomma tutto fuorché glamour, ha recentemente avuto la sua rivalsa, comparendo nelle principali passerelle e ottenendo un enorme successo, dopo il flop avuto negli anni '90.
Moschino, Karl Lagerfeld, Stella McCartney e Marc Jacobs parlano chiaro: borse OUT, zaini super IN.
Ma torniamo un po' indietro..
Questa sacca arricchita da una o due fasce posizionate sopra le spalle e sotto le ascelle, venne pensata per soddisfare le esigenze delle popolazioni che vivevano in montagna che, in mancanza di animali, cercarono un modo per trasportare elementi pesanti quali legna e provviste in maniera più confortevole: si sa infatti che le spalle siano più adatte delle mani per questo tipo di utilizzo.
I primissimi esemplari furono realizzati con materiali rigidi come il legno e solo col tempo e l'evolversi delle risorse si iniziarono ad usare anche pellami e tele.
Fino agli anni '50 gli zaini non furono di certo comodi e compatti come quelli dei nostri giorni.
Dick Kelty, un escursionista appassionato, fu colui che ne cambiò le sembianze per sempre.
Durante una delle sue "passeggiate" notò che applicando una sorta di cintura all'altezza dei fianchi semplificava di molto il trasporto del suo scomodo "backpack". Successivamente iniziò a lavorarci su, fabbricando nuove tipologie di zaino: passò infatti da un materiale pesante come il legno all'alluminio e il nylon, inserì imbottiture localizzate e delle tasche esterne.
Solo durante gli anni '70, quando lo sport praticato da Kelty divenne popolare, ci fu il boom di vendite e la conseguente definitiva trasformazione del prodotto.
"Backpack" e "Rucksack" sono il corrispondente americano/inglese per lo zaino: il primo fu coniato nel 1910 negli Stati Uniti, il secondo deriva dal tedesco "ruck" (schiena) e "sack" (borsa) e viene utilizzato principalmente nel Regno Unito e nell'US Army.
L'immagine che più mi rimanda a questo glorioso accessorio è senza dubbio quella dello studente: dal bambino, talvolta più piccolo e basso dello stesso, al ragazzo delle superiori che lo mette su di una spalla sola perché così fa più figo e poi... ad un'universitaria fuori corso come me, che non lo usa di certo per contenere i libri da portare a lezione! :P

Stefania Oggiano