I'm in love with D.M

Dal Dott. Maertens al british punk, la storia delle Doc. Martens.

24/11/2014

 

Le ho cercate in mille negozi disposto anche a comprare l'imitazione. Ma le ho dovute prendere originali e vi dirò, non mi pento affatto. Quella scostumata di Miley Cyrus le ha indossate (l'unica cosa che indossa visto che è nuda come un verme) nel suo ultimo videoclip alte e bordeaux e me ne sono innamorato fin da subito: le Doctor Martens. Il mio paio non è così estroso come quello proposto dalla biondina spaccamuri ma ha comunque il suo fascino. Ho optato per il modello "francesine", basse alla caviglia. Nere opache e di una comodità che non mi aspettavo. Vi dirò, i primi tre giorni mi hanno fatto uscire le stigmate e avrei preferito camminare sui carboni ardenti come Giucas Casella, ma adesso è come uscire in pantofole. Ideate per i soldati inglesi, realizzate in cuoio, le DM's sono poi diventate il simbolo della cultura punk made in UK. Leggenda vuole che siano resistenti e abbiano vita eterna. Me lo auguro visto il loro prezzo! Ne sono talmente invaghito che credo le userò anche dentro casa al posto delle infradito. Scherzi a parte, sono scarpe di una semplicità unica, nessun logo gigante, nessun dettaglio appariscente, si abbinano davvero facilmente e regalano 3 centimetri in altezza. Io personalmente le porto sia col jeans scuro un po' skinny che con il pantalone dal taglio classico, skinny pure lui, magari con il risvolto poco sopra la caviglia. Vanno a braccetto con tutto, sia con le camicie, con le t-shirt che con i maglioncini tricot. Consiglio vivamente di comprarle se nel vostro armadio volete inserire quel dettaglio rock/punk che non fa mai male e non passa mai di moda. La casa produttrice le propone in diverse salse, dal più classico nero (lucido o opaco), alle tinte fluo per arrivare infine al motivo floreale. La scelta sta solo a voi e vi assicuro che è un ottimo investimento!

 

 

Facciamo un salto nel passato: siamo circa nel 1901 quando cioè inizia la storia dello scarponcino dalle cuciture gialle, simbolo di molte generazioni e di molte correnti culturali. Benjamin Griggs e Septimimus Jones cominciano a produrre scarponi per i minatori e l’esercito britannico. Scarpe nere a dieci buchi con una suola chiodata e una cucitura sulla punta. Contemporaneamente, ma da tutt’altra parte, un medico tedesco, Klaus Maertens, si rompe un piede mentre stava sciando sulle Alpi Bavaresi, e a seguito di questa caduta, non riesce a camminare con scarpe le cui suole erano di cuoio classico. Fu allora che gli balenò in mente l’idea di lavorare a nuovo tipo di suola. Quello che gli venne in mente fu un tipo di suola ammortizzata da un cuscinetto d’aria e quindi ad uno scarpone costruito con una pelle più morbida. Il Dr. Maertens cominciò a realizzare questo tipo di scarpa in solitaria, rifacendosi ai modelli degli scarponi presenti sul mercato arrivando a realizzare uno scarponcino marrone a 8 buchi. Il modello però non ricevette il successo sperato. Bisogna aspettare al 1947, quando il dottore incontrò a Monaco un suo vecchio compagno di università, Herbert Funck, che rimase molto colpito dal design degli scarponcini. I due decisero quindi di aprire insieme una nuova attività di produzione scarpe, utilizzando scarti di gomma della Luftwaffe- l’aviazione militare tedesca- per la suola, e vecchie divise dimesse dell’esercito tedesco per la tomaia. Un ottimo esempio di riciclo. Le scarpe risultavano essere molto comode e durevoli tanto da piacere anche alle casalinghe tedesche. Nel 1952 i due amici decisero di aprire una nuova fabbrica a Monaco, la quale produceva oltre 200 diversi modelli, nel 1959 Martens e Funck decisero di rivolgersi ad un pubblico più ampio ed internazionale per vendere la licenza. Ed è proprio a questo punto che le storie dei due tedeschi e dei due inglesi si intrecciano. Nel 1959 appunto, Griggs nota l’annuncio di Maertens e Funck e ne acquista il brevetto, optando per il nome Dr. Martens, anglicizzando il nome tedesco del dottore Maertens. I britannici apportano alcune modifiche allo scarponcino proposto dai teutonici: la suola venne ridisegnata, il tacco venne arrotondato, venne aggiunta la fettuccia posteriore con il marchio Air Wair e si applicò la storica e riconoscibile cucitura gialla tra suola e tomaia, tratto distintivo di una vera Dr. Martens. Nel 1960 viene immesso sul mercato il primo modello: il 1460 il classico anfibio a 8 buchi di colore rosso ciliegia. Da qui in poi, il modello di scarpe nato per curare una frattura, conosce una fama inarrestabile, passando da scarpa da lavoro per postini e poliziotti negli anni ’60 a simbolo di sottoculture come quella punk, psycobilly, grounge, skinhead e ska. Fino ad arrivare ai giorni nostri, tempi moderni ma non per le Dr Martens che, nonostante i nuovi materiali, i tagli innovativi e i colori sgargianti, conservano, e sempre conserveranno, quel sapore vintage e underground che tanto piace alle nuove generazioni, me compreso.

 

Davide Careddu